A grandi passi vi sto raccontando i miei primi 3 anni di scuola, poiché non ci trovereste nulla di esilarante se li descrivessi in modo dettagliato.
Nel 1992 ci fu il secondo "PotterCasino".
Alcuni alunni facevano scommesse su quanti minuti sarebbe sopravvissuto questa volta.
Nelle aule di Hogwarts si narrava di Voldemort, un mago potente e malvagio.
Silente ci rassicurava con i suoi discorsi. Ci chiedeva di rimanere uniti, di creare una barriera tra Hogwarts ed il mondo esterno, ma come sarebbe stato possibile?
I ricordi che tengo in serbo del mio secondo anno sono relativamente pochi.
Nel profondo della mia memoria vi sono immagini sfocate di un passato oramai remoto.
Eravamo al binario 9 3/4, io, Susan, Hannah ed Ernie.
I nostri genitori discutevano amabilmente mentre noi eravamo stravaccati sulle valigie da viaggio.
Mio padre mi diede un bacio sulla fronte e mi strinse forte, prima di andarsene.
L'Hogwarts Express era il treno più bello sulla faccia della terra, nero e bordeaux, un'immagine possente ma rassicurante.
Il viaggio a bordo era uno spasso: la signora delle caramelle passava puntualmente.
Quest'anno al gruppo si era aggiunto un certo Justin Finch, un tipo apposto.
Eccessivamente esuberante, forse, ma nulla in contrario ai ragazzi come lui, sia chiaro!
Era un babbano, penso. Cioè un babbano in grado di utilizzare la magia. Sì, proprio così.
Forse sarebbe stato meglio se non fosse mai salito sull'Hogwarts Express quell'Ottobre del 1992. Povero Justin...
Vi fu una storiaccia con la Camera dei Segreti. Un luogo nascosto, ad Hogwarts, dove Tom Riddle (per gli amici Lord Voldemort) aveva una specie di serpente abnorme, Basilisco, per definizione.
Avanti, lo so che è inopportuno ironizzare l'evento però io non ero presente e correvano voci strane tra le mura di Hogwarts. Se c'è una cosa che ho imparato durante quei sette anni, è che la verità la saprà sempre e solo Harry.
Troppe menzogne sul passato, troppa corruzione nel mondo dei maghi.
Ma tutto è bene quel che finisce bene, o meglio quel che finisce, punto.
Tornando al mio secondo anno da matricola, Justin sembrava essere colpito dalla sfortuna.
Inizialmente Draco Malfoy, un noto Serpeverde della nostra età, gli aizzò contro una serpe. Justin era un fifone, a dirla tutta.
Intervenne Harry per fortuna...ma devo ammettere che destò parecchi sospetti.
Parlava una lingua a noi sconosciuta. Terrificante!
Ernie non ne volle sapere, e di conseguenza nemmeno Hannah. Era il suo braccio destro.
Susan era più aperta riguardo al serpentesco ed all'intera faccenda dell'Erede di Serpeverde.
Ne discutevamo tutte le sere, mentre Hannah si lavava i denti o mentre dormiva.
Per noi Tassorosso era pericoloso aggirarci nei sotterranei la notte, quindi il coprifuoco era alle sette piuttosto che alle nove e mezza.
Era agghiacciante il fatto che ci fosse un Basilisco assassino implacabile nel castello...poteva essere ovunque, in qualsiasi momento.
Silente ammise che la situazione era allarmante, più del solito.
Nel periodo in cui venne pietrificato Justin, Ernie non si vedeva più in giro.
Vagava da solo nei cortili oppure si rintanava nel dormitorio.
Io e Susan invece eravamo sempre presenti in infermeria.
Ci piaceva leggergli i libri, se così possiamo definirli, di Gilderoy Allock.
Justin credeva a tutto, purtroppo. Ma non c'era tempo per le critiche, allora.
Durante le lezioni di Erbologia nulla era più come prima. Justin rianimava le spiegazioni, partecipava sempre...insomma, era un'assenza che si faceva notare, la sua.
Verso la fine dell'anno ci fu il PotterCasino.
Quel Trio di cattura-guai girovagava sempre per la scuola, senza il presmesso degli insegnanti.
Tutti erano contro Harry. Io no, ovviamente. Tenevo una sorta di distanza "professionale", alla larga da coinvolgimenti emotivi. Razionalizzavo ogni mio parere.
Ricordo che un giorno mentre uscivamo dall'aula di Pozioni Hermione mi fermò e mi disse che era davvero dispiaciuta per quel che era successo a Justin.
Tutto ciò prima che lei stessa diventasse vittima del Basilisco.
Era palese che Hogwarts fosse un luogo oramai a rischio. Infatti fu il primo ed unico anno in cui ebbi davvero paura di tornarci.
Mia madre, poi, era totalmente contraria.
Chissà come mi sono ritrovata a diplomarmi lì, dopo tutte quelle sventure.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento