mercoledì 26 agosto 2009

Maggio/Giugno 1995

In questo mese ho trovato un insieme di pagine strappate dal diario.
Era la morte di Cedric.

Noi Tassorosso eravamo afflitti dal decesso di un membro così rilevante.
Un ragazzo tipo. Un esempio da seguire.
Dal 24 Giugno di quell'anno in poi penso che ogni singolo individuo della nostra casa sia cambiato radicalmente.
Portammo l'orgoglio Tassorosso a testa alta. Sapevamo che Cedric era morto per colpa di Lord Voldemort. Bhè, magari erano in molti a non volere ammettere il fatto che l'oscurità facesse parte della vita quotidiana, però era un dato di fatto.
Harry Potter non era un assassino, ed io lo sapevo. Ne ero convinta.
Amos Diggory e la madre di Cedric erano a pezzi.
Il loro stato d'animo gli si leggeva sul volto. Quelle espressioni affrante...

Ci riunivamo tutti i giorni nel campo da Quidditch, nell'ora in cui Cedric era solito allenarsi col boccino d'oro, e ci sdraiavamo a guardare il cielo.
Ci mancava, la nostra icona. Il nostro capitano.

Purtroppo le persone vanno via, prima o poi. Volano verso l'orizzonte, in cerca di pace. Cedric Diggory, la sua gloria...l'unico vero campione del Torneo Tremaghi.


Questa volta toccava a me scrivere a Cho:

Carissima Cho,
sono sinceramente dispiaciuta per la triste circostanza e ti porgo le mie più profonde condoglianze.

La morte di Cedric mi ha toccata in modo particolare.
Spero di poter esserti di conforto quando ne avrai bisogno. Tieni la testa alta, come noi.
So quello che Cedric provava per te. Parlava sempre di te e di come fossi audace.
Aveva grandi aspettative per il tuo futuro e per il proprio. Non deluderlo.
Peraltro, so che è inopportuno ma sono sicura che i Diggory abbiano una sala, in casa, dove si trovano tutti i quadri dei familiari deceduti.
Dovresti passarci, un giorno. Ci sono cose che non ti ha mai detto...cose che tu non hai mai rivelato a lui.
Non puoi voltare pagina senza mettere un punto alla fine.
Ancora, mi scuso per l'inconveniente lettera di condoglianze. Pensavo fosse la cosa giusta da fare.

Con immenso affetto,
Rosalie.

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