A breve iniziammo a scambiarci bigliettini per i corridoi, avvicinandoci l'un l'altro per passarci i messaggi attraverso le maniche delle uniformi scolastiche.
Sembrava filare tutto liscio, ma qualcuno se n'era accorto. L'amata Pansy Parkinson.
La Squadra D'Inquisizione ci stava alle calcagna.
Dalla Stanza delle Necessità udivamo gran trambusto. Non avevano scoperto il nascondiglio ma c'erano arrivati molto vicini.
Intanto, all'interno, Harry ci insegnava come evocare l'Expecto Patronum.
Tutti gli chiedevano cose poco attinenti, tipo come fosse l'aspetto del loro così tanto temuto Voldemort.
Hermione Granger distribuiva dei gettoni a tutti i membri "Questi ci serviranno per comunicare facilmente, senza essere scoperti"
"Come dovremmo comunicare con dei GETTONI??" mi lanciò uno sguardo accusatorio e trottorellò lontano.
La voce di Potter echeggiava nella stanza "...devi riuscire a concentrarti su qualcosa di bello, Cho". Si guardavano in modo assai equivoco, ma Hermione si intromise all'istante.
"Anche io avrei bisogno d'aiuto!" disse, notando l'espressione di Ginny "Basilisco" Weasley.
Ernie riuscì ad evocare il suo Patronus, un cinghiale selvatico e, per mia sfortuna, particolarmente affettuoso.
"Tieni il tuo cinghiale lontano da me, Ernie!" parve dispiaciuto della mia repulsione "ORA!".
Il cinghiale mi girava attorno, mentre zoppicavo da una gamba all'altra per evitare il contatto.
"Non mi piace!" il cinghiale si fermò per sedersi davanti ai miei piedi. Mi guardava con i suoi piccoli occhi innocenti "Va bene, va bene! Ho capito!" e lo ignorai per il resto della lezione.
"Vediamo cosa sai fare tu!"
Mi concentrai; pensai alla zia Ivy, a mia madre, mio padre, ai miei amici...ad Ernie.
D'un tratto ebbi come la sensazione che il braccio mi stesse per esplodere; la bacchetta mi tremava nelle mani. Rimasi concentrata, con la fronte aggrottata mentre fissavo l'estremità.
Un getto argenteo proruppe dalla mia "Capello di megera, quercia, 6.3 pollici"; come vapore apparve una strana sagoma animale che si dimenava vivacemente.
"Cosa...?" mi domandai, poiché non riuscivo a scorgere la figura.
"E' una lince! Una LINCE!" esclamò Ernie, correndole incontro "Straordinaria!".
sabato 5 settembre 2009
11 Novembre 1995
"Siamo andati alla Testa di Porco. C'erano tutti...bhe, tutti i sostenitori di Harry. Ci saresti dovuta venire anche tu, Rose! C'erano Hannah, le Patil, Micheal Corner, Alicia, Katie, Terry Boot e Goldstein...poi un bel pò di Grifondoro!
Gli incontri segreti inizieranno da subito...Sei sicura di non voler partecipare? Sarà molto bello!
Pensaci ti prego! Sono emozionato, non vedo l'ora!"
Tenevo la testa bassa, guardandomi le unghie "Immagino...Ci penserò...è che, sai...la scuola, i miei...Cosa direbbero i tuoi di genitori, Ernie? Farti reclutare per qualche insurrezione giovanile..! E poi dove si terrebbe tutto ciò?" chiesi impertinente.
"Non posso dirti dove si tengono gli incontri. Solo i membri dell'Esercito possono saperlo..."
"Esercito??"
"L'Esercito di Silente"
"Silente? Il nostro vero Preside? Agiamo su ordine di Albus Silente?", annuì sorridente "Ci sto".
Gli incontri segreti inizieranno da subito...Sei sicura di non voler partecipare? Sarà molto bello!
Pensaci ti prego! Sono emozionato, non vedo l'ora!"
Tenevo la testa bassa, guardandomi le unghie "Immagino...Ci penserò...è che, sai...la scuola, i miei...Cosa direbbero i tuoi di genitori, Ernie? Farti reclutare per qualche insurrezione giovanile..! E poi dove si terrebbe tutto ciò?" chiesi impertinente.
"Non posso dirti dove si tengono gli incontri. Solo i membri dell'Esercito possono saperlo..."
"Esercito??"
"L'Esercito di Silente"
"Silente? Il nostro vero Preside? Agiamo su ordine di Albus Silente?", annuì sorridente "Ci sto".
7 Novembre 1995
Durante l'ora di Astronomia il Rospo era seduto in maniera composta su uno sgabello troppo piccolo.
Scrutava il suo blocchetto per gli appunti e poi la Professoressa Sinistra, con aria di superiorità.
Non riuscivo a sopportare la falsità nel suo sorriso.
Più tardi, durante la sua lezione continuava a ripeterci di come il Ministero della Magia fosse a favore degli studenti e di come Colui-Che-Non-Deve-Essere-Nominato non fosse mai ritornato per sterminare tutti quelli che avrebbe reputato inferiori.
Frottole. Lo sapevamo tutti.
In quest'ultimo periodo Ernie aveva preso le parti di Potter.
Gli avevo chiesto "Non è che hai una cotta?" ma aveva borbottato qualcosa di incomprensibile, almeno per me.
Era seduto un paio di banchi avanti a me, nel centro dell'aula, mentre io ero sulla destra.
Non riuscivo a parlarci, chiaramente.
La donna grassa e "rosa" bofonchiava "Harry Potter..? Harry Potter è un ragazzo disturbato, cari alunni. Non dovete prestare attenzione ad un mago così prob-" ma venne interrotta da una Corvonero, Mandy Brocklehurst.
"HARRY NON E' DISTURBATO!!" squittì con il suo tono di voce infantile.
La Professoressa alzò un sopracciglio, evidentemente irritata da quella che considerava una piccola ribelle; poi riprese la sua espressione "naturale" e sorrise...di nuovo "Ma certo, è normale che voi lo vediate come una sorta di idolo contemporaneo. Siete qui per imparare, ed io vi insegnerò cosa significa essere maghetti disciplinati".
Cho singhiozzava al primo banco, forse ripensando alla morte di Ced e che il Rospo stesse insinuando che fosse stato Harry ad ucciderlo, non Voldemort.
La Professoressa le sì avvicino con passo grazioso, provocando un ticchettio delle scarpe rosa sul pavimento; teneva una scatola decorata fra le mani e le chiese "Gradisce un biscotto, signorina?".
In Sala Comune c'era Ernie che leggeva una copia de Il Cavillo.
Sprofondai nel divano dov'era seduto e sbuffai.
"Che succede?" mi chiese, poggiando la rivista sul tavolino accanto a lui.
"Niente..." risposi lagnando "...è solo che...vorrei...NON LA SOPPORTO!"
"Chi? Se ti riferisci ad Hannah lo sai che è fatta così...Ne abbiamo già par-"
"Ma quale Hannah...?! La Umbridge..."
"Ah...sì, ti capisco. Considera che ieri ad Aritmanzia stava facendo una delle sue verifiche ed ha minacciato di cacciare Justin dalla classe...Lui se n'è andato comodamente, lasciandola incredula. Ben fatto, secondo me!"
"Santo cielo..." ci fu un minuto di silenzio. Guardavo il camino fiammeggiante come al solito e pensavo...poi mi interruppe.
"Gira voce che Potter, Granger e Weasley vogliano creare una specie di organizzazione segreta, per migliorare le nostre tecniche magiche...Hanno dato un appuntamento questo fine settimana, ad Hogsmeade. E' segretissimo, non dirlo a nessuno. No, nemmeno Susan. Lo saprà già, forse".
"E tu ci vai?"
"Certo che ci vado" mi baciò sulla guancia e si dirisse verso i dormitori.
"Buonanotte eh..." sospirai ironicamente.
Scrutava il suo blocchetto per gli appunti e poi la Professoressa Sinistra, con aria di superiorità.
Non riuscivo a sopportare la falsità nel suo sorriso.
Più tardi, durante la sua lezione continuava a ripeterci di come il Ministero della Magia fosse a favore degli studenti e di come Colui-Che-Non-Deve-Essere-Nominato non fosse mai ritornato per sterminare tutti quelli che avrebbe reputato inferiori.
Frottole. Lo sapevamo tutti.
In quest'ultimo periodo Ernie aveva preso le parti di Potter.
Gli avevo chiesto "Non è che hai una cotta?" ma aveva borbottato qualcosa di incomprensibile, almeno per me.
Era seduto un paio di banchi avanti a me, nel centro dell'aula, mentre io ero sulla destra.
Non riuscivo a parlarci, chiaramente.
La donna grassa e "rosa" bofonchiava "Harry Potter..? Harry Potter è un ragazzo disturbato, cari alunni. Non dovete prestare attenzione ad un mago così prob-" ma venne interrotta da una Corvonero, Mandy Brocklehurst.
"HARRY NON E' DISTURBATO!!" squittì con il suo tono di voce infantile.
La Professoressa alzò un sopracciglio, evidentemente irritata da quella che considerava una piccola ribelle; poi riprese la sua espressione "naturale" e sorrise...di nuovo "Ma certo, è normale che voi lo vediate come una sorta di idolo contemporaneo. Siete qui per imparare, ed io vi insegnerò cosa significa essere maghetti disciplinati".
Cho singhiozzava al primo banco, forse ripensando alla morte di Ced e che il Rospo stesse insinuando che fosse stato Harry ad ucciderlo, non Voldemort.
La Professoressa le sì avvicino con passo grazioso, provocando un ticchettio delle scarpe rosa sul pavimento; teneva una scatola decorata fra le mani e le chiese "Gradisce un biscotto, signorina?".
In Sala Comune c'era Ernie che leggeva una copia de Il Cavillo.
Sprofondai nel divano dov'era seduto e sbuffai.
"Che succede?" mi chiese, poggiando la rivista sul tavolino accanto a lui.
"Niente..." risposi lagnando "...è solo che...vorrei...NON LA SOPPORTO!"
"Chi? Se ti riferisci ad Hannah lo sai che è fatta così...Ne abbiamo già par-"
"Ma quale Hannah...?! La Umbridge..."
"Ah...sì, ti capisco. Considera che ieri ad Aritmanzia stava facendo una delle sue verifiche ed ha minacciato di cacciare Justin dalla classe...Lui se n'è andato comodamente, lasciandola incredula. Ben fatto, secondo me!"
"Santo cielo..." ci fu un minuto di silenzio. Guardavo il camino fiammeggiante come al solito e pensavo...poi mi interruppe.
"Gira voce che Potter, Granger e Weasley vogliano creare una specie di organizzazione segreta, per migliorare le nostre tecniche magiche...Hanno dato un appuntamento questo fine settimana, ad Hogsmeade. E' segretissimo, non dirlo a nessuno. No, nemmeno Susan. Lo saprà già, forse".
"E tu ci vai?"
"Certo che ci vado" mi baciò sulla guancia e si dirisse verso i dormitori.
"Buonanotte eh..." sospirai ironicamente.
venerdì 4 settembre 2009
Ottobre 1995
La pioggia batteva violentemente sulla finestrella del dormitorio, mentre ero distesa sul letto a fare piccoli draghi di fuoco con la bacchetta. Danzavano in circolo, sospesi in aria, per poi svanire nel nulla.
Affondando nel pigiama di plaid rosso, oramai troppo sformato, contemplai il soffitto di legno colmo di motivi floreali d'ogni tipo.
I miei pensieri erano tutti concentrati sul nuovo anno, su come avremmo dovuto dimenticare Cedric Diggory...un solco nel passato.
Uscendo dal trance mi accorsi dei rumori poco graziosi che provenivano dalla Sala Comune.
Strinsi le braccia attorno alle ginocchia prima di scendere dal letto, dopodiché mi infilai le ciabatte che avevo rubato ad Ernie.
Mentre scendevo le scale cauta una saetta mi passò a pochi centimetri dal viso.
"Cosa diavolo...?!" urlai, affrettandomi verso la stanza sottostante "Che COSA sta succedendo? Susan!!"
Era in lacrime, puntando la bacchetta alla gola di Zacharias "Tu...con la tua linguaccia! Sei un marmocchio irriconoscente! Non meriti nessun amico!"
Gli lanciai uno sguardo interrogativo ma non ci fece caso e rispose con aggressività "Senti chi parla, la povera innocente, doppiogiochista, Susan Bones!".
"Basta! Cos'è questa roba?!"
"Non ha importanza..." disse Susan singhiozzando e poi si dirisse verso le scale dalle quali ero scesa poco fa.
"Zac...non ti rendi conto? Devi smettere di fare del male alle persone che hai attorno"
"Lo so, Rosalie" con tono fin troppo distaccato.
Lasciò la stanza immediatamente e rimasi lì con le mani in mano, a sentirmi più vecchia di quanto fossi in realtà.
Un nuovo regime era stato instaurato ad Hogwarts, il regime di Dolores "Rospo" Umbridge.
La zoticona grassa non faceva altro che guardarci male, noi Tassorosso.
Faceva strane inquisizioni e metteva alla prova i professori.
Durante la lezione di Erbologia, si udivano diverse battutine da parte degli studenti, nei suoi confronti.
Tutti odiavano la Umbridge, tranne quei caproni dei Serpeverde.
Ma ve ne racconterò più in là...proprio quando la situazione peggiorò.
Affondando nel pigiama di plaid rosso, oramai troppo sformato, contemplai il soffitto di legno colmo di motivi floreali d'ogni tipo.
I miei pensieri erano tutti concentrati sul nuovo anno, su come avremmo dovuto dimenticare Cedric Diggory...un solco nel passato.
Uscendo dal trance mi accorsi dei rumori poco graziosi che provenivano dalla Sala Comune.
Strinsi le braccia attorno alle ginocchia prima di scendere dal letto, dopodiché mi infilai le ciabatte che avevo rubato ad Ernie.
Mentre scendevo le scale cauta una saetta mi passò a pochi centimetri dal viso.
"Cosa diavolo...?!" urlai, affrettandomi verso la stanza sottostante "Che COSA sta succedendo? Susan!!"
Era in lacrime, puntando la bacchetta alla gola di Zacharias "Tu...con la tua linguaccia! Sei un marmocchio irriconoscente! Non meriti nessun amico!"
Gli lanciai uno sguardo interrogativo ma non ci fece caso e rispose con aggressività "Senti chi parla, la povera innocente, doppiogiochista, Susan Bones!".
"Basta! Cos'è questa roba?!"
"Non ha importanza..." disse Susan singhiozzando e poi si dirisse verso le scale dalle quali ero scesa poco fa.
"Zac...non ti rendi conto? Devi smettere di fare del male alle persone che hai attorno"
"Lo so, Rosalie" con tono fin troppo distaccato.
Lasciò la stanza immediatamente e rimasi lì con le mani in mano, a sentirmi più vecchia di quanto fossi in realtà.
Un nuovo regime era stato instaurato ad Hogwarts, il regime di Dolores "Rospo" Umbridge.
La zoticona grassa non faceva altro che guardarci male, noi Tassorosso.
Faceva strane inquisizioni e metteva alla prova i professori.
Durante la lezione di Erbologia, si udivano diverse battutine da parte degli studenti, nei suoi confronti.
Tutti odiavano la Umbridge, tranne quei caproni dei Serpeverde.
Ma ve ne racconterò più in là...proprio quando la situazione peggiorò.
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