Un giorno, quando aveva accompagnato Ernie nella Guferia della scuola, c'era stato un battibecco.
"E' un pò che non parliamo più come ai vecchi tempi...non credi?", era sempre distratto. Pensava ad altro, forse Hannah Abbott o chissà. Non mi prestava attenzione. Avrei potuto indossare un costume da troll, sventolargli un bubotubero in faccia ma non c'era nulla da fare...
"Già...lo rifaremo. Non preoccuparti. Ora però ho un sacco di cose da fare. Devo entrare nella squadra, capisci? E' importante per me!".
"Come lo è Hannah? E possibilmente chiunque altro tranne me?"
"Non so di cosa tu stia parlando, Rosalie", brutto segno. La verità è che nessuno mi chiama Rosalie, apparte la mia bisnonna, ma lei crede che io sia un Auror, quindi potete immaginare...
A quel punto me ne andai, lasciandolo al freddo deprimente della Torre dei Gufi.
Dovevo farmi un esame di coscienza. Corsi in Sala Grande per la cena e vidi che ero l'unica del mio gruppo.
Il cibo non era ancora servito, quindi mi sedetti accanto a Katie ed Alicia, in attesa di notare qualche volto familiare.
I tavoli erano disposti al solito modo, senza nessun ornamento particolare.
La luce soffusa era dorata, un pò come nella nostra Sala Comune.
Da lontano scorsi il Barone Sanguinario occupato a litigare animosamente col Frate Grasso, mentre Nick Quasi Senza Testa studiava la situazione, cauto.
I professori avevano già preso posto in mensa e dopo pochi istanti apparirono banchetti deliziosi davanti ai nostri occhi.
Sapevo che era opera degli elfi domestici. Come dissero i prefetti al primo anno, eravamo fortunati se riuscivamo a stringere legami con gli elfi...ed io c'ero riuscita con la mia bontà incondizionata.
Quando dalla grande porta della Sala entrò Hannah mi voltai per non farmi vedermi.
Sembrava abbastanza irritata, e ne avevo avuti fin troppi di litigi in quei giorni.
Non riuscii a nascondermi da Susan, però. Accorse verso il tavolo dov'ero seduta e mi prese per il braccio. Mi disse che c'era stato un problema tra Ernie e la Abbott.
"...ed io cosa dovrei fare, precisamente??" le chiesi incredula "Non sono il Cupido della situazione! Per quello puoi chiedere a Megan, se non ti dispiace."
"Ti prego sii seria..."
"Sono serissima...guarda!" mi puntai faccia con la mano destra e la fissai, supplicandola di lasciarmi stare, che non era giornata.
Se ne andò, con l'espressione di chi ha appena tirato per sbaglio 30 preziosi galeoni nel Lago Nero.
Rimasi sola a meditare, come una povera imbecille.
Il giorno seguente mi aspettavano due entusiasmanti ore di Aritmanzia ed Antiche Rune, che pressocché, per me, sono la stessa cosa.
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