domenica 23 agosto 2009

21 Aprile 1995

Caro Diario,
noi Tassorosso siamo sempre stati i ragazzi amichevoli.
Mentre i Grifondoro combattevano ciò che definivano "male", i Serpeverde sudavano scalando la vetta più alta del successo ed i Corvonero contemplavano i libri impolverati nell'armadio dell'aula di Divinazione.
La mia domande è: si smette mai di appartenere ad una casata?
Fingiamo d'essere ormai adulti. Una volta fuori dalla scuola...cosa saremo? I leali, fedeli, diligenti Tassorosso? Oppure i noncuranti Serpeverde?
Quale sarà la punizione per aver oltrepassato i confini del territorio scolastico, una volta cresciuti?
Da dov'è che sottrarranno i punti? Dalle ferite del passato?

La Terza Prova si stava avvicinando.
Una sera mi ritrovai a conversare serenamente con Cedric, in biblioteca.
"Buonasera, Rose!"
"Cedric.." risposi, chinando lievemente la testa al lato.
Erano tempi un pò tristi per Ced; le prove s'erano rivelate più toste del dovuto.
E poi tutti quei tifosi inutili, la musica della banda, il sudore dei Campioni.
Krum era sempre indaffarato con la Granger. Li incontravo spesso sul pontile.
Nella bacheca della Sala Comune erano affissi biglietti di ogni tipo:

Diggory, l'unico vero Campione!
Siamo con te Cedric! Vai Tassorosso!

Ashley F.

____________________
Potter ha solo due lettere
di Diggory! Il resto è noia!
Orgoglio Tassorosso!

Samuel Jenkins

____________________
Nessun Grifondoro potrà
mai abbattere un Tassorosso.
Io lo so bene.
Vai Cedric, testa a
lta, spalle
indietro e petto in fuori.

E. M.


"Ragazzi ma come fate ad esserne così convinti?! E se fosse stato davvero qualcun altro a mettere il suo nome nel calice di fuoco?" chiesi con tono rassegnato. Non riuscivo proprio a comprendere la loro testardaggine.
"Perché sei sempre dalla parte di Potter, Rosalie?" ribatté Ernie.
"E tu perché non lo sei mai?? Che vi ha fatto, si può sapere? Sfido voi a stare nei suoi panni! Ingrati e presuntuosi. Questa è la casa di Tosca Tassorosso e, non per stereotipare ma, sembra piuttosto di trovarci in quella di Salazar!" Hannah fece un sussulto e riprese a leggere 'Nobiltà naturale: una genealogia magica'.

A quasi un mese da quando io e Cormac non eravamo più intimi avevo notato quanto fosse diverso.
Non che fosse mai stato "umile" ma aveva raggiunto ogni limite immaginabile.
Si pavoneggiava continuamente con i suoi due amichetti. Era sempre impeccabile e ci provava con tutte quelle della sua casa.
Avevo avuto poche opportunità di parlarci, ma sapevo di piacergli ancora.
Mi guardava mentre le sue spasimanti gli sghignazzavano attorno. Ci tenevo a lui, come non mai...era la sua strategia vendicativa.
Ernie mi ripeteva che dovevo ignorarlo, proibirgli di avvertire il minimo rimorso da parte mia.
Facile a dirsi, impossibile da farsi.

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