venerdì 21 agosto 2009

9 Gennaio 1995

Di ritorno ad Hogwarts, ho declinato l'invito di Ernie per andare al ballo con Cormac McLaggen.

Lo so, “brava stolta”...è che Cormac aveva già menzionato di voler andare al ballo insieme a me e poi l'idea di Ernie ed io, ballando...assolutamente no. Non ero pronta, così, improvvisamente.

Aveva avuto bisogno di tempo, ed ora anche io.

Quando mi chiese con chi ci sarei andata feci la vaga.

Non lo conosci” ma rispose prontamente “E tu che ne sai?”

Raccolsi la tracolla dal pavimento in pietra del cortile e mi alzai velocemente “Scusami, vado di fretta. Ho lezione tra poco!”


Il giorno dopo ci sarebbe stato il Ballo del Ceppo. Noi ragazze eravamo indaffarate a farci belle per il grande evento. D'altronde che importava se Potter fosse morto o se i Campioni avessero combattuto miriadi di draghi affamati? Erano i tempi del Ceppo ed il resto non aveva valore.

I ragazzi non facevano altro che parlare di come Harry avesse sabotato il Calice e di come volesse soffiare la gloria a Cedric.


Il pomeriggio del 10 Gennaio ci eravamo riuniti tutti noi più grandi davanti al caminetto della Sala Comune. Stavo seduta accanto a Summerby, quando sentimmo dei passi approcciare la stanza.

A breve spuntarono Hannah ed Ernie sorridenti.

Dissero che ce l'avevano fatta, che erano diventati i nuovi prefetti di Tassorosso.

Fino a quel momento non ero al corrente del fatto che Ernie volesse diventare prefetto, anzi, ero convinta che la sola idea lo turbasse.

Sforzai di sorridere e mentre tutti gli altri si erano alzati per abbracciarli rimasi seduta accanto al camino fiammeggiante.

Pensavo che non ci fossero segreti...

Quando il trambusto cessò mi sembrava d'essere sola. Al contrario dopo pochi secondi vidi Ernie che mi si sedeva accanto.

Ehi, come mai ancora qui?” mi domandò con stupore.

E tu? Non dovresti essere in giro a svolgere il tuo lavoro da prefetto?”. Mi sentivo offesa ed irritata. Volevo condividere tutto con lui, e proprio quando pensavo che avremmo ricominciato da capo se ne era uscito e con una delle sue.

Probabilmente, ma oggi Hannah è così euforica da poter fare il doppio turno”

Allora con chi andrai al Ballo del Ceppo? Se ti va di dirmelo...almeno questo”

Andrò con Leanne, ti dispiace?”

No, assolutamente, divertitevi! Ora corro su che ho solamente un'ora per prepararmi”.


Il dormitorio era pieno di merletti sparsi qua e là. Mi fiondai verso il letto e vi trovai il vestito. L'avevano consegnato durante le ore del pomeriggio. Ogni famiglia aveva inviato gli abiti da sera ai rispettivi studenti.

Passai gentilmente una mano sul tessuto soffice. Era lungo fino ai piedi, di satin color oro.

Come allegato trovai una piccola tiara da infilare nei capelli.

Heidi diceva di essere brava con le acconciature, così le chiesi se poteva aggiustare la mia.

Certo, come no. Ci metto pochissimo!”
“D'accordo, a patto che non mi ritrovi calva a scendere le scale verso la Sala Grande!”

Esplose in una delle sue tipiche risate, e le diedi una pacca sulla spalla, adagiandomi sopra uno sgabello al lato del suo letto ricoperto da perline di tutti i colori.

Prese la bacchetta ed iniziò a pronunciare una serie di incantesimi, col suo strano accento.


Dieci minuti prima dell'inizio del ballo ero pronta. Però che squallore attraversare i sotterranei con dei vestiti così curati.

Cormac mi stava aspettando in cima alle scale, vicino la Sala.

Quando lo vidi lo strinsi in un abbraccio “Grazie di avere accettato il mio invito, Elizabeth”

E' un mio piacere...” arrossii e mi voltai brevemente per nascondere la mia faccia sin troppo sorridente.

Rimanemmo un po' lì nei dintorni a parlare con le altre coppie.

Harry ed il Weasley che parlava troppo avevano invitato Padma e Calì, che erano, secondo la statistica, le ragazze più antipatiche della scuola. Ovviamente dopo la regina dell'antipatia, Pansipatica.

Hermione era lucente, la ragazza più elegante a mio parere. Accompagnata da uno dei Campioni, Viktor Krum. Una bella figura anche lui, come tutti i Durmstrang avevano dimostrato di essere.


Cormac mi prese a braccetto e scendemmo le scale in sincronia. Era affascinante nei modi e poi dall'aspetto regale. Un po' superficiale, però nulla di grave.

La musica ci accolse, a due a due.

Alcuni professori erano a loro volta accompagnati. Hagrid, per esempio, stava con una certa Madame Maxime.

Cho e Cedric avevano gli occhi di tutti puntati addosso, però.

Lui era considerato forse uno dei ragazzi più carini della scuola, e non poteva che essere così.

Ballammo fino allo sfinimento, quella sera. La Sala era ricoperta di ghiaccio, nonostante la temperatura fosse moderata.

C'era neve che cadeva esattamente fino sopra le teste dei partecipanti, senza sfiorarli.

I tavoli, rotondi, erano ricoperti da tovaglie azzurrine, con bicchieri di cristallo e posate d'argento.

Quando ne avemmo abbastanza di piroette e valzer, io e Cormac ci sedemmo al tavolo con gli altri della mia casa.

Per mia grande sfortuna c'erano già anche Leanne ed Ernie.

A quel punto non sapevo se McLaggen fosse stato il mio fidanzato, ma avevo voglia di fare ingelosire Ernie e, anche se ero stata io a rifiutare il suo invito, presi la mano del mio accompagnatore e lo guardai.

Heidi e Blaise di Serpeverde facevano battute sulle prove che avevano ipotizzato per il Torneo.

Mentre mi sistemavo la coroncina sul capo notai gli occhi di Ernie che mi fissavano, ricambiai lo sguardo brevemente e poi mi avvicinai a Cormac.

Leanne non sembrava prestargli tanta attenzione quanta ne prestava lui, il mio cavaliere perfetto, a me.


Il ballo era stata un'esperienza indimenticabile.

Al ritorno verso i dormitori Cormac mi accompagnò fino a metà percorso.

Quando ci fermammo lo ringraziai, dicendogli d'aver passato una serata indimenticabile.

Mi levai la giacca che mi aveva prestato, mentre attraversavamo metà dei sotterranei oscuri per giungere ad una spiazzata immensa, e mi voltai lentamente. La luce era rosa, in tema con l'evento. Vi erano fiori ovunque.

Prima di potere fare più di tre passi mi prese la mano delicatamente e mi tirò verso di sé.

Ero immobile, imbarazzata, e non sapevo come reagire.

Aveva un profumo irresistibile, era un principe azzurro.

Mi mise le mani attorno alla nuca, dove terminavano i miei corti capelli mossi. Ci avvicinammo l'un l'altro e con quello straccio di coraggio che ci rimaneva ci baciammo.

Ora, non penso che fosse stato lui il mio vero principe, però, di sicuro non era un ranocchio.

Prendere o lasciare, diceva qualcuno.

In quel momento non riuscivo a sentire rumore se non quello delle nostre labbra inchiodate in un bacio d'addio, però la vista era limpida e quando aprii gli occhi ebbi una sgradevole sorpresa.

Ernie camminava nervosamente verso i dormitori, da solo.

Essendo nascosta dal corpo prorompente di Cormac, non mi riconobbe all'istante, ma quando fu quasi parallelo a me, rallentò.

Il suo sguardo severo mi intimoriva, però non avrei lasciato che un suo giudizio rovinasse una serata così speciale.

Tenendo Cormac per mano mi allontanai, e lui fece lo stesso, dal palmo le sue dita scorrevano fino alle mie, e poi ci separammo.


Camminai con un sorriso stampato in faccia fino alla Sala Comune, dove ignorai totalmente Ernie e salii le scale per poi addormentarmi sopra il letto con il vestito ancora indosso.


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