sabato 5 settembre 2009

18 Novembre 1995

A breve iniziammo a scambiarci bigliettini per i corridoi, avvicinandoci l'un l'altro per passarci i messaggi attraverso le maniche delle uniformi scolastiche.
Sembrava filare tutto liscio, ma qualcuno se n'era accorto. L'amata Pansy Parkinson.

La Squadra D'Inquisizione ci stava alle calcagna.
Dalla Stanza delle Necessità udivamo gran trambusto. Non avevano scoperto il nascondiglio ma c'erano arrivati molto vicini.

Intanto, all'interno, Harry ci insegnava come evocare l'Expecto Patronum.
Tutti gli chiedevano cose poco attinenti, tipo come fosse l'aspetto del loro così tanto temuto Voldemort.
Hermione Granger distribuiva dei gettoni a tutti i membri "Questi ci serviranno per comunicare facilmente, senza essere scoperti"
"Come dovremmo comunicare con dei GETTONI??" mi lanciò uno sguardo accusatorio e trottorellò lontano.

La voce di Potter echeggiava nella stanza "...devi riuscire a concentrarti su qualcosa di bello, Cho". Si guardavano in modo assai equivoco, ma Hermione si intromise all'istante.
"Anche io avrei bisogno d'aiuto!" disse, notando l'espressione di Ginny "Basilisco" Weasley.

Ernie riuscì ad evocare il suo Patronus, un cinghiale selvatico e, per mia sfortuna, particolarmente affettuoso.
"Tieni il tuo cinghiale lontano da me, Ernie!" parve dispiaciuto della mia repulsione "ORA!".
Il cinghiale mi girava attorno, mentre zoppicavo da una gamba all'altra per evitare il contatto.
"Non mi piace!" il cinghiale si fermò per sedersi davanti ai miei piedi. Mi guardava con i suoi piccoli occhi innocenti "Va bene, va bene! Ho capito!" e lo ignorai per il resto della lezione.
"Vediamo cosa sai fare tu!"
Mi concentrai; pensai alla zia Ivy, a mia madre, mio padre, ai miei amici...ad Ernie.
D'un tratto ebbi come la sensazione che il braccio mi stesse per esplodere; la bacchetta mi tremava nelle mani. Rimasi concentrata, con la fronte aggrottata mentre fissavo l'estremità.
Un getto argenteo proruppe dalla mia "Capello di megera, quercia, 6.3 pollici"; come vapore apparve una strana sagoma animale che si dimenava vivacemente.
"Cosa...?" mi domandai, poiché non riuscivo a scorgere la figura.
"E' una lince! Una LINCE!" esclamò Ernie, correndole incontro "Straordinaria!".

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