Erano passate all'incirca due settimane dall'ultimo incontro con l'Esercito di Silente.
Non ci eravamo più riuniti, data la presenza ormai abituale della S.I. per i corridoi di Hogwarts.
Alcuni di noi, per di più, erano stati presi di mira: soprattutto i Grifondoro.
Quella sera io ed Heidi eravamo in uno dei cortili interni al castello; parlando del più e del meno mi chiese se le cose con Ernie stessero andando per il verso giusto.
D'altronde, nemmeno io conoscevo la risposta, quindi annuii con indifferenza.
Certamente non avevamo discusso per un po' di tempo, ma quasi sembrava che non ci fosse più dialogo tra noi.
Era molto preso dallo studio: pozioni, astronomia, come abbandonare la tua fidanzata, storia della magia.
Nel tempo libero si dedicava in particolar modo ai suoi amici; non che la cosa mi dispiacesse, ma avevo dimenticato persino l'odore dei suoi capelli, la luce dei suoi occhi, il suo sorriso angelico.
Essendo la vigilia di Ognissanti, tutti gli studenti si stavano organizzando per festeggiare il giorno seguente.
La Sala Comune era addobbata con gingilli e figure nere di ogni genere (animali, metà umani, fantasmini...).
Pix il Poltergeist si intrufolava ovunque per farci scherzi e dispetti.
Una volta rovesciò un secchio pieno di lumache, di quelli che Hagrid conservava nel capannone.
Aspettai Ernie quella sera. Mi sedei su una poltrona e sfogliai La Gazzetta del Profeta.
Si udì scricchiolare il pavimento di legno, e la porta di ingresso sbatté chiudendosi.
"Elizabeth...che ci fai qui a quest'ora? E' tardi..."
"Volevo soltanto parlare con te. Solitamente sei indaffarato; non trovi mai un attimo per me"
Sapevo quanto fosse difficile per lui ammetterlo, ma non riuscivo a tenermi dentro quello che avevo provato fino ad allora. La sua espressione cambiò. Quando si fece serio sorrisi, ma intervenne dicendo che "Forse ci sarà un motivo, non credi? Scusami tanto Elizabeth, però ho da fare e lo sai. Tutti questi mesi li abbiamo passati insieme. Ora devo recuperare il tempo perso".
"Quindi è stato questo per te? 'Tempo perso', stare con me?" fece per contraddirmi "No, non sprecare fiato. Ho capito bene. So che non era colpa tua, se ci frequentavamo poco, ma ora lo sarà. Buonanotte, Ernest".
Affondai di nuovo, come tutte le volte in cui avevo un problema, nel morbido materasso del mio letto.
Il dormitorio era buio. Le ragazze si rigiravano nel sonno; certe borbottavano incantesimi privi di senso.
Il volto di Hannah era illuminato dalla luna che splendeva nella notte. Feci un bel respiro, sperando di dimenticare, ma i giorni trascorrevano lenti e le notti ancora di più.
Era in corso un periodo molto difficile per Hogwarts e per me.
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