Durante l'ora di Astronomia il Rospo era seduto in maniera composta su uno sgabello troppo piccolo.
Scrutava il suo blocchetto per gli appunti e poi la Professoressa Sinistra, con aria di superiorità.
Non riuscivo a sopportare la falsità nel suo sorriso.
Più tardi, durante la sua lezione continuava a ripeterci di come il Ministero della Magia fosse a favore degli studenti e di come Colui-Che-Non-Deve-Essere-Nominato non fosse mai ritornato per sterminare tutti quelli che avrebbe reputato inferiori.
Frottole. Lo sapevamo tutti.
In quest'ultimo periodo Ernie aveva preso le parti di Potter.
Gli avevo chiesto "Non è che hai una cotta?" ma aveva borbottato qualcosa di incomprensibile, almeno per me.
Era seduto un paio di banchi avanti a me, nel centro dell'aula, mentre io ero sulla destra.
Non riuscivo a parlarci, chiaramente.
La donna grassa e "rosa" bofonchiava "Harry Potter..? Harry Potter è un ragazzo disturbato, cari alunni. Non dovete prestare attenzione ad un mago così prob-" ma venne interrotta da una Corvonero, Mandy Brocklehurst.
"HARRY NON E' DISTURBATO!!" squittì con il suo tono di voce infantile.
La Professoressa alzò un sopracciglio, evidentemente irritata da quella che considerava una piccola ribelle; poi riprese la sua espressione "naturale" e sorrise...di nuovo "Ma certo, è normale che voi lo vediate come una sorta di idolo contemporaneo. Siete qui per imparare, ed io vi insegnerò cosa significa essere maghetti disciplinati".
Cho singhiozzava al primo banco, forse ripensando alla morte di Ced e che il Rospo stesse insinuando che fosse stato Harry ad ucciderlo, non Voldemort.
La Professoressa le sì avvicino con passo grazioso, provocando un ticchettio delle scarpe rosa sul pavimento; teneva una scatola decorata fra le mani e le chiese "Gradisce un biscotto, signorina?".
In Sala Comune c'era Ernie che leggeva una copia de Il Cavillo.
Sprofondai nel divano dov'era seduto e sbuffai.
"Che succede?" mi chiese, poggiando la rivista sul tavolino accanto a lui.
"Niente..." risposi lagnando "...è solo che...vorrei...NON LA SOPPORTO!"
"Chi? Se ti riferisci ad Hannah lo sai che è fatta così...Ne abbiamo già par-"
"Ma quale Hannah...?! La Umbridge..."
"Ah...sì, ti capisco. Considera che ieri ad Aritmanzia stava facendo una delle sue verifiche ed ha minacciato di cacciare Justin dalla classe...Lui se n'è andato comodamente, lasciandola incredula. Ben fatto, secondo me!"
"Santo cielo..." ci fu un minuto di silenzio. Guardavo il camino fiammeggiante come al solito e pensavo...poi mi interruppe.
"Gira voce che Potter, Granger e Weasley vogliano creare una specie di organizzazione segreta, per migliorare le nostre tecniche magiche...Hanno dato un appuntamento questo fine settimana, ad Hogsmeade. E' segretissimo, non dirlo a nessuno. No, nemmeno Susan. Lo saprà già, forse".
"E tu ci vai?"
"Certo che ci vado" mi baciò sulla guancia e si dirisse verso i dormitori.
"Buonanotte eh..." sospirai ironicamente.
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